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Il Ragù napoletano

Il Ragù napoletano è un fondamento della tradizione gastronomica domenicale partenopea. Non è semplicemente carne c’ ‘a pummarola, come specificava l’attore e regista teatrale napoletano Eduardo de Filippo: il ragù richiede tempo…molto tempo. Deve cuocere per ore, deve sbuffare, pippiare come si dice in gergo; solo così raggiunge quella consistenza densa e cremosa e quel gusto unici. Infatti, la tradizione vuole che si cominci a cucinarlo il sabato sera a fuoco lento in un tegame di creta con una cucchiarella di legno, per poi averlo pronto per il pranzo della domenica.

IL RAGU’ OGGI

Ma oggi, nelle preparazioni più leggere, bastano anche quattro-cinque ore di cottura. Gli ingredienti base del ragù sono la passata di pomodoro, aggiunti a un leggerissimo soffritto di cipolla e olio extravergine. A Napoli il ragù va preparato direttamente con la carne di manzo che insieme alla salsa costituiscono il secondo perfetto da abbinare ai ziti o alle candele spezzate! Quando si mangia il ragù, dimenticate le regole del galateo, è d’obbligo la scarpetta finale: raccogliete il sugo rimasto nel piatto con un pezzetto di pane!
Un piatto semplice dal sapore inconfondibile.

‘O rraù non è una ricetta, ma un simbolo ancestrale, un rituale che dalla gastronomia sconfina nel legame più autentico che unisce il popolo napoletano al suo cibo.

La dolcissima tradizione del Torrone dei Morti

Nel periodo a ridosso del 2 novembre in molte zone della nostra penisola vengono realizzati dei dolci per la commemorazione dei defunti. Antiche credenze popolari vogliono che nella notte tra il 1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornino dall’aldilà affrontando un viaggio assai faticoso.

Per questo motivo in molte case veniva lasciato, solitamente in cucina, un secchio d’acqua per dissetarli, oppure veniva aggiunto un posto ala tavola, o ancora si evitava di sparecchiare per consentire ai morti di trovare ristoro dal viaggio. Questi dolci “dei morti” simboleggiano i doni che i defunti portano dall’aldilà e contemporaneamente l’offerta di ristoro dei vivi per il loro viaggio. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte.

Il torrone dei morti è una preparazione tipica Campana che viene preparata tradizionalmente in occasione della festa di Ognissanti. È chiamato torrone anche se nulla ha a che vedere con quello classico. Si tratta infatti di una specialità culinaria a base di crema alba, cioccolato fondente, cioccolato bianco e nocciole. 

A Napoli e dintorni trionfano questi grossi torroni, lunghi dai 50 ai 70 centimetri, venduti a pezzi e a peso, in tantissime botteghe e bancarelle all’aperto disseminate lungo le strade della città. Coloratissimi, ricchi di frutta secca, frutta candita e dai molteplici gusti. Un morbido ripieno racchiuso in un croccante guscio. Sono uno spettacolo da osservare…e da gustare…ovviamente!

Non potete essere a Napoli in questi giorni e avete voglia adesso di torrone dei morti? Provate a prepararlo in casa con questa ricetta!

INGREDIENTI

Il torrone dei morti al cioccolato e nocciole

  • 250 gr di cioccolato fondente 70%
  • 250 gr di cioccolato bianco
  • 250 gr di crema alba o crema spalmabile alle nocciole
  • 150 gr di nocciole
  • 1 stampo in plastica per torrone

PROCEDIMENTO

  • Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente, versarlo nello stampo in plastica a cassetta capienza 1 kg (in alternativa un contenitore in alluminio usa e getta per plum cake) e, roteandolo, rivestirne le pareti in modo uniforme. Recuperarne un po’ per ricoprire la parte superiore del torrone. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco ed amalgamarlo con la crema alba. Incorporate le nocciole dopo averle tostate e versare il tutto nello stampo. Riporre in frigo per un’oretta. Poi ricoprire anche la superficie, che sarà la base del torrone, con il cioccolato fondente. Riporre nuovamente in frigo per almeno 4 ore. Sformare e servire tagliato a grosse fette. Potete conservare il torrone dei morti in frigorifero ben coperto per una settimana.

Le migliori pizzerie del centro storico di Napoli

Tutti pazzi per la pizza. Questo potrebbe essere lo slogan internazionale per quello che, molto probabilmente, è il piatto italiano più conosciuto al mondo. In molti cercano di “copiare” il modello originale napoletano ma degustare una vera pizza qui dove tutto è iniziato, non ha prezzo.

Ecco per voi una nostra personale selezione delle migliori pizzerie del centro antico di Napoli che dovrete assolutamente provare.
Unica regola: sono tutte a meno di 10 minuti a piedi dalla nostra casa vacanze!

Gino e Toto Sorbillo

Il successo internazionale e la notorietà mediatica non impediscono a Gino Sorbillo e suo fratello Toto di mantenere il punto e continuare a farsi portavoce della stessa eccellenza di sempre. La lunga attesa per sedersi a tavola, qui, è ripagata dalla cura del servizio e dell’offerta: pizze tonde d’autore, frutto di una meticolosa selezione degli ingredienti che predilige il biologico. Regina indiscussa resta la classica Margherita a dimostrazione di quanto la più semplice delle ricette, se eseguita con tecnica e maestria, possa diventare e restare la numero uno.

Dove: Via dei Tribunali, 324 minuti a piedi.
Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica.
www.sorbillo.it

Antica Pizzeria e Friggitoria Di Matteo

Perfino l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, Bill Clinton, non ha saputo resistere alla tentazione degli squisiti sapori della pizzeria Di Matteo. Una pizzeria che nasce nel lontano 1932 e che a poco a poco guadagna popolarità in tutta Napoli prima e in tutto il mondo poi. Un ristorante che oltre a preparare la vera pizza napoletana, ti regalerà l’occasione di assaggiare il miglior street-food partenopeo. Da non perdere la Margherita Faccia Gialla con mozzarella di bufala e pomodorini gialli e naturalmente sua maestà la frittatina.

Dove: Via dei Tribunali, 941 minuto a piedi.
Aperto tutti i giorni a pranzo e cena.
www.pizzeriadimatteo.com

La Figlia del Presidente

Fra i nomi che hanno fatto la storia della pizza napoletana, La Figlia del Presidente sfodera il fascino del folclore partenopeo grazie a una pizza impeccabile, un impasto alveolato e soffice, scioglievole, impreziosito con i sapori locali. Da provare anche il ripieno al forno.

Dove: Via del Grande Archivio, 245 minuti a piedi.
Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica.
www.lafigliadelpresidente.com

L’Antica Pizzeria Da Michele

Conosciuta anche come “Tempio Sacro della Pizza”, la pizzeria Da Michele è un altro dei simboli napoletani, che hanno fatto la storia fin dalla seconda metà del XIX secolo. Il segreto di questa pizzeria si cela dietro un uso esclusivo di prodotti freschi e nella più tradizionale fase di lievitazione della pasta. Non avrai nemmeno l’imbarazzo della scelta avendo a disposizione solo due semplici tipi di pizza: Marinara o Margherita.

Dove: Via Cesare Sersale, 18 minuti a piedi.
Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica.
www.damichele.net

Pizzeria De’ Figliole

Qui si respira l’aria della friggitoria popolare, avventura iniziata nel lontano 1860. Il mood cita il neorealismo, con le donne di casa in grembiule a quadretti, a lavoro tra banco e friggitrici e gli uomini che servono ai tavoli con la camicia e la cordialità del padrone di casa che ha ospiti a cena. L’autenticità della Napoli contemporanea di fronte al vecchio tribunale e all’angolo di Forcella. Protagonista una pizza fritta che è una nuvola generosamente ripiena di ingredienti freschi bilanciati con la sapienza dell’esperienza. Pochi tavoli, ma la pizza fritta è un vero street food, da gustare in piedi o camminando.

Dove: Via Giudecca Vecchia, 397 minuti a piedi.
Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica e il lunedì.
www.facebook.com/Pizzeria-de-figliole

E se siete stanchi di mangiare pizza, qui trovate le migliori trattorie del centro antico!

Le migliori trattorie tradizionali di Napoli da non perdere

Una delle domande che ci rivolgono spesso i nostri ospiti è “Ma se siamo stanchi di mangiare pizza…dove possiamo mangiare bene al centro storico?”.
Sono tante le trattorie che offrono ragù, spaghetti ai frutti di mare, genovese e tante altre bontà della tradizione culinaria partenopea a pochi passi dalla nostra casa vacanze. Si tratta di piatti della tradizione a prezzi sempre molto contenuti: difficilmente si superano i 20 euro. Queste sono le nostre preferite.
Unica regola: sono tutte a meno di 10 minuti a piedi dalla nostra casa vacanze!

ANTICA OSTERIA PISANO
Dal 1947 una piccola leggenda gastronomica napoletana. L’antica osteria Pisano propone non solo i tradizionali e deliziosi sapori della cucina classica partenopea ma anche piatti innovativi proposti dallo chef.
Dove: Piazzetta Crocelle ai Mannesi 1 (angolo via Duomo).
Tel.: +39 081 554 83 25
Aperto a pranzo e cena. Chiuso la domenica.

ANTICA TRATTORIA DA CARMINE
Il locale si trova proprio su Via dei Tribunali che possiamo definire la strada “più buona” di Napoli. Al contrario della maggior parte dei locali del centro storico, questo è un locale di media grandezza. Rispetto ad una classica trattoria, “Da Carmine” presenta una scelta decisamente maggiore. È interessante notare come si passi dall’umile, seppur deliziosa, pasta e patate con la provola a piatti più elaborati e costosi di pesce.
Dove: Via dei Tribunali 330
Tel.: +39 081 29 43 83
Aperto solo a pranzo martedì e domenica, sempre negli altri giorni. Chiuso il lunedì.

LA CANTINA DI VIA SAPIENZA
Dal 1900 cucina tipica partenopea dove puoi gustare le migliori specialità locali. Basta citare la sua famosa parmigiana di melanzane ma senza dimenticare gli gnocchi alla sorrentina, i mezzani alla genovese, la pasta patate e provola che si alternano di giorno in giorno in un menù mai uguale, che propone varianti di primi a seconda del giorno della settimana. Tra i secondi da annoverare il baccalà e le alici fritte per intenditori!
Dove: Via della Sapienza 40
Tel.: +39 081 45 90 78
Aperto solo a pranzo. Chiuso la domenica.

LA TAVERNA A SANTA CHIARA
Ristorante tipico che affaccia sul chiostro dell’omonimo monastero nel centro storico di Napoli, che ha fatto della sapiente combinazione tra cucina tradizionale e incursioni nella modernità un vero e proprio marchio di fabbrica. La gestione, familiare e amichevole ma allo stesso tempo attenta alle innovazioni del settore, permette a chi sceglie di sostare nel locale di scoprire la vera anima enogastronomica della città. Da non perdere la pasta e piselli.
Dove: Via Santa Chiara 6
Tel.: +39 081 048 49 08
Aperto a pranzo e a cena. Chiuso il lunedì.

OSTERIA DA CARMELA
L’Osteria nasce nel 1967 sotto il teatro Bellini, uno dei più famosi della città. I primi sono quelli canonici: magnifica pasta e ceci e linguine con il soffritto. Tra i secondi , la carne alla genovese, i crocchè di spinaci e ricotta, le polpette di pesce, i polipetti alla “luciana”. Da fare al momento carne alla brace, o spigola all’acqua pazza con patate.
Dove: Via Conte di Ruvo, 12
Tel.: +39 081 549 97 38
Aperto a pranzo e a cena tutti i giorni.

OSTERIA LA CHITARRA
Questo luogo è davvero uno scrigno della memoria, un posto del cuore. Qui ci sono segni della storia di Napoli rari e introvabili. Una dozzina di tavoli sistemati per ottimizzare il numero delle sedute, pavimento in cotto, le pareti calde, foto, cartoline e soprattutto una chitarra al muro. Dalla cotica alla pasta e fagioli, il coroniello, la selezione di salumi e formaggi, i vini esprimo la passione dei gestori da quasi 25 anni.
Dove: Rampe San Giovanni Maggiore 1/bis
Tel.: +39 081 552 91 03
Aperto a cena. Chiuso la domenica.

‘A LUCIANELLA
Ristorante tipico di cucina napoletana e specialità marinare, dove poter gustare pietanze classiche interpretate ad arte da chef di talento che compongono piatti come la “pasta e fagioli a mare”.
Dove: Vico Cinquesanti 29
Tel.: +39 081 29 50 68
Aperto a pranzo e a cena tutti i giorni.

Estate a Napoli: le gelaterie da non perdere in città

In città ci sono tanti posti dove poter mangiare un buon gelato ma solo alcune propongono un gelato veramente eccellente. Vediamo insieme le gelaterie da non perdere!

Mennella

La qualità trova la sua migliore forma nel gelato Mennella, 100% naturale. Composto da preparati naturali, latte fresco di alta qualità, panna ottenuta con la prima fioritura del latte, farina di semi di carrube utilizzata come addensante, il gelato Mennella ha un gusto naturale, fresco ed inconfondibile. Ogni gusto è preparato con ingredienti freschi propri del territorio italiano: nocciole di Giffoni, mandorle della Puglia, albicocche del Vesuvio, noci di Sorrento, limoni della costiera, fragoline di bosco di Acerno, pistacchi di Bronte, frutta secca e fresca di stagione. Le basi vengono preparate nel laboratorio di Torre del Greco mentre l’ultimo processo, la mantecatura, viene fatta direttamente in presenza del cliente.
DOVE: Più punti di vendita in città.

Fantasia gelati

Fantasia Gelati nasce nel 1994 e si contraddistingue nel corso degli anni come eccellenza nel campo della produzione di gelato artigianale. L’azienda che da 20 anni produce gelato, nel suo laboratorio di produzione di 1000 mq, e specialità gustose è stata insignita di numerosi premi. Una lunga carriera distingue quest’azienda che negli anni con la dedizione e la passione ha trasformato il gelato, in un’esperienza multisensoriale. Partendo dalla scelta degli ingredienti più genuini e naturali, come il latte di bufala e la frutta fresca, fino ad arrivare alla preparazione di oltre 60 gusti che vengono aggiornati con l’arrivo di ogni nuova stagione.
DOVE: Più punti di vendita in città.

Leopoldo, Casa Infante

La certezza della tradizione, il sapore ricco di ricordi di una volta, la bontà dei gusti storici della tradizionale gelateria Italiana. I classici, dalle creme ai gusti frutta. Scegliete tra la golosità del cioccolato, tiramisù, stracciatella, caffè, zuppa inglese e la freschezza dei gusti fruttati: variegato all’amarena, pistacchio, frutti di bosco.. Ingredienti di altissima qualità e delizie genuine.  Ma non solo. Dalla continua ricerca sul sapore di Casa Infante nascono i gusti originali. Omaggi alla tradizione gastronomica napoletana rendono possibili specialità come il gelato al babà, alla pastiera e al roccocò! Intuizioni di gusto e abbinamenti estrosi per assaporare sapori inediti, mai provati prima: fichi e ruhm, mandorla e miele, caramello al sale, …
DOVE: Più punti di vendita in città.

Il Bilancione

La gelateria Bilancione nasce a Napoli sulla collina di Posillipo nel 1977 ad opera dei fratelli Vincenzo e Pietro Bilancione ed è oggi un punto di riferimento sia di napoletani che di turisti provenienti da tutto il mondo. E’ diventata una tappa obbligata anche da personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo. I veri segreti di questo successo sono la ricerca continua della qualità e la professionalità con la quale vengono accolti e serviti i clienti, il tutto in uno scenario paesaggistico tra i più belli del mondo tanto da far riconoscere il marchio Bilancione come: “il gelato di Posillipo”.
DOVE: Via Posillipo, 238.

Soave

Nel cuore del quartiere del Vomero, troviamo Soave, la storica gelateria situata nella via principale dello shopping collinare, dove potrete mangiare un eccellente gelato. Da non perdere quello al pistacchio dal gusto senza tempo.
DOVE: Via Alessandro Scarlatti, 130

Gay-Odin

Gay-Odin non è solo una delle più buone fabbriche di cioccolato a Napoli. Quando si può fare affidamento su materie prime di eccellente qualità, perché non gustarle in tutte le forme possibili? È così che i sorprendenti gelati e semifreddi prendono ispirazione dai sapori dei cioccolatini Gay-Odin. Il gelato a ghianda foresta, il cioccolato all’arancia, il pistacchio siciliano, la pasta di mandorle di Avola, il cioccolato allo zenzero o al peperoncino sono solo alcuni dei gusti creati dalla più famosa cioccolateria napoletana.
DOVE: Via Benedetto Croce, 61.

Pasqua a Napoli, tra sapori e tradizioni.

Un lunghissimo weekend di Pasqua a Napoli si avvicina. Ricca di arte, cultura, folklore e dei sapori di una delle tradizioni gastronomiche più famose del mondo, Napoli è la prima scelta per trascorrere in coppia, famiglia o con gli amici le festività pasquali.

La Settimana Santa partenopea è scandita da una serie di eventi religiosi legati ai riti ed alla liturgia della Pasqua, pressappoco come in tutta Italia: si parte dai rametti d’ulivo della Domenica delle Palme, seguono poi lo struscio ed i sepolcri al giovedì, le processioni del venerdì, fino allo sciogliersi della Gloria alla Domenica di Pasqua.

Messa di Pasqua

Oltre ai riti religiosi, la tradizione culinaria partenopea accompagna la settimana santa anche con una serie di riti gastronomici che scandiscono il ritmo delle giornate, fino alla preparazione del menù pasquale ed alla gita della pasquetta.

Dopo quaranta giorni di magra, già dal giovedì santo, giornata i cui rigorosamente si cena con zuppa di cozze, perché bandita la carne, s’inizia a sentire l’odore del grano cotto nel latte, elemento base della pastiera napoletana.

Ogni festività che si rispetti esige il suo dolce tradizionale e Napoli omaggia la Pasqua con un dessert d’eccezione la Pastiera, regina indiscussa delle torte fatte in casa. La tradizione vuole che la pastiera si prepari il Giovedì Santo anche perché è un dolce che invecchiando migliora e che si può conservare fino a dieci giorni, ma non in frigo perché altrimenti si rovinerebbe subito.

Sulla tavola della cena di sabato santo vede, come re indiscusso, il Casatiello, la gustosa torta pasquale fatta di formaggio e salumi. In genere se ne fanno due, il secondo si mangia il lunedì.

Passando alla domenica di Pasqua, sempre la tradizione vuole che dopo la Messa si vada a casa per degustare in famiglia il lauto pranzo pasquale a base di agnello con piselli e uova, accompagnato da carciofi fritti oltre a riproporre la fellata e la crostata di tagliolini. La pastiera, la colomba e le uova di cioccolato che grandi e piccini scartano con la speranza di trovare chissà quale sorpresa, sono i dolci della domenica.

Le vacanze di Pasqua a Napoli si concludono con il Lunedì dell’Angelo, quando i napoletani si concedono una scampagnata fuori porta e si portano tutti cibi che sono trasportabili per una scampagnata, oppure se si resta a casa si mangiano gli avanzi del giorno prima se ci sono, si mangia il casatiello che dopo due giorni si è insaporito ancora di più.

Casatiello

Pasqua a Napoli, idee di visita

Le mete tipiche della Pasquetta a Napoli sono: la Reggia di Caserta, Pompei e se il tempo lo permette, le Isole. Tra i più bei musei di Napoli, da non perdere una visita al Museo archeologico nazionale non può mancare, mentre il Museo Nazionale di Capodimonte, inserito all’interno della splendida Reggia borbonica, è una scelta ideale per il lunedì di pasquetta, così come una visita anche agli scavi di Pompei ed Ercolano, se avete intenzione di prolungare la visita ai dintorni di Napoli.

Per godere di una suggestiva vista sul golfo di Napoli, non fatevi mancare una visita a Castel Sant’Elmo, sulla collina del Vomero. Per godere delle atmosfere della Napoli più verace, fate una passeggiata tra i vicoli intorno a San Gregorio Armeno e sul lungomare.

Lungomare

Pastiera napoletana. La ricetta!

La pastiera è un dolce tradizionale composto da una pasta frolla elastica ma friabile e un ripieno cremoso a base di ricotta grano. Un tempo era preparata tra l‘Epifania e la Pasqua, il periodo migliore per questi due ingredienti principali. La versione più conosciuta è sicuramente quella napoletana, che scoprite in questa golosa ricetta spiegata passo per passo.

INGREDIENTI

PER LA PASTA FROLLA:
• 350 g di farina
• 175 g di burro o strutto
• 140 g di zucchero
• 2 uova intere
• scorza di 1 arancia
PER IL RIPIENO:
• 350 g di ricotta vaccina
• 250 g di zucchero
• 300 g di grano precotto
• 200 ml di latte
• 2 uova intere
• 1 tuorlo
• 150 g di canditi (cedro e arancia)
• 2 cucchiaini di acqua di fiori d’arancio
• scorza di 2 arance
• scorza di 1 limone
• 1 pizzico di sale

INTRODUZIONE

La frolla, preparata con strutto o burro, è friabile ed elastica e la crema all’interno è un perfetto equilibrio di dolcezza e aromi; per la preparazione della pastiera napoletana, inoltre, si utilizzano sempre limone e arancia, e a piacere un pizzico di cannella.

La ricetta originale prevede inoltre sia il grano che i canditi a pezzetti ma, volendo, potete frullare il ripieno creando così una crema liscia e ugualmente buona. Se poi volete leggermente allontanarvi dalla tradizione, aggiungete qualche goccia di cioccolato all’interno. In ogni caso otterrete un concentrato di sapore, perfetto per ogni momento della giornata!

PREPARAZIONE

1

Cuocete il grano con latte, scorza di 1 arancia e 1 cucchiaio di zucchero. Mescolate continuamente finché il latte non si sarà completamente assorbito. Lasciate raffreddare. In una ciotola capiente, lavorate la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere un composto morbido e senza grumi.

2

Aggiungete le uova, il tuorlo, un pizzico di sale e la scorza grattugiata di 1 arancia e 1 limone. Mescolate con un mestolo di legno. Aggiungete anche i canditi a cubetti piccoli e l’acqua di fiori d’arancio.

3

Infine, unite il grano freddo e mescolate fino ad ottenere una crema omogenea. Lasciate riposare in frigo. Intanto, preparate la pasta frolla: lavorate burro (o strutto) e zucchero, quindi unite le uova con la scorza d’arancia e successivamente la farina. Impastate fino ad ottenere un panetto compatto, quindi avvolgetelo nella pellicola e riponete in frigo.

4

Appena la pasta frolla sarà ben fredda, stendetene 2/3 e rivestite una tortiera antiaderente. Con le dosi riportate, potete utilizzare una tortiera più alta di 22 cm, oppure una bassa di 26 cm. Versate il ripieno all’interno, quindi stendete la frolla restante e ricavate delle strisce. Decorate formando dei rombi.

Cuocete la pastiera in forno caldo a 180° per circa 1 ora e 20 minuti.
Sfornatela, fatela raffreddare a temperatura ambiente per 12 ore.



Secondo un’antica leggenda, la sirena Partenope scelse come dimora il golfo di Napoli. Per ringraziarla gli abitanti della città le portarono 7 doni: 
– la farina, simbolo di ricchezza;
–  la ricotta, a rappresentare l’abbondanza;
–  le uova, che richiamano la fertilità; 
– il grano cotto nel latte, come fusione di regno animale e vegetale; 
– i fiori d’arancio, profumo della terra campana; 
– le spezie, omaggio di tutti i popoli;
– lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena. 

Partenope gradì i doni, ma li mescolò insieme dando vita a un dolce unico e inimitabile: la pastiera, regina indiscussa della nostra Pasqua!

Mangiare a Napoli, i piatti tipici della cucina napoletana

La città ha tanto da offrire e da vedere ma un viaggio a Napoli non sarebbe però completo senza averne assaporato la meravigliosa cucina.

Volete dei consigli sui piatti tipici da provare? Ecco allora la nostra selezione!

Gattò di patate (o gateau di patate)

Uno sformato di patate con salumi vari e provola affumicata. La crosta è resa croccante dal pan grattato cotto al forno. Un piatto semplice ma molto gustoso.

Mozzarella di bufala

La mozzarella di bufala, fatta col latte delle bufale campane, è unica al mondo. Ricordate che va assolutamente mangiata fresca e non va MAI messa in frigo ma in attesa di venire servita va tenuta fuori, all’interno del suo siero.

Fior di latte e provola

La mozzarella di latte vaccino è chiamata fior di latte, mentre la sua variante affumicata è la provola. Entrambe deliziose, e anche queste quando fresche vanno tenute fuori frigo per non comprometterne il sapore.

Salsiccia e friarielli

Questo succulente secondo è un pilastro della cucina napoletana. I friarielli sono verdure amarognole simili alle cime di rapa, che vengono stufate in padella con olio, aglio e peperoncino.

Pizza di scarole

Si tratta di una pizza rustica ripiena di scarole, cotte insieme a olive, capperi e pinoli che vengono precedentemente rosolati insieme. Il segreto? L’acciuga!

Casatiello

Chiamato anche tortano, si tratta di una sorta di torta salata molto nutriente, a base di formaggio, salame e uova. Si mangia per lo più per Pasqua.

Sartù di riso

Timballo di riso che può essere preparato in diverse varianti. La ricetta classica prevede la preparazione con il ragù napoletano, piselli, pancetta, funghi, fior di latte o provola, polpettine di carne, salsicce e uova sode.

Pizza rustica

La pizza rustica napoletana è una deliziosa torta salata ripiena di ricotta, formaggi e salame piccante. Si può mangiare tiepida o fredda.

Frittata di pasta

È uno di quei piatti che a Napoli si portano in gita o in spiaggia, perché si mangia con le mani come se fosse un panino. Si prepara con la pasta avanzata del giorno prima e le uova, mescolate e cotte come una normale frittata.

Pasta e patate con la provola

La pasta e patate con provola affumicata è un piatto tradizionale della cucina napoletana povera. Irresistibile pur nella sua semplicità.

Pizza

La pizza napoletana non ha bisogno di presentazioni. Soffice e sottile all’interno, col cornicione morbido rialzato. Leggera e facilmente digeribile, grazie alla lunga lievitazione. Quando la pieghi non si spezza, ma resta morbida.

Pizza fritta

A Napoli è uno dei cibi da street food più conosciuti. L’impasto è fatto con pasta per la pizza ripiena di ricotta di pecora, cicoli e fior di latte e poi fritto.

Spaghetti con le vongole

Uno dei piatti tipici della cucina napoletana, ormai diffuso e amato in tutto il mondo. La ricetta originale prevede che vengano preparati in bianco ma ci si può aggiungere anche qualche pomodorino. Le vongole usate sono quelle veraci del Mar Tirreno.

Zucchine alla scapece

Si tratta di un contorno che si prepara tagliando le zucchine a rondelle, friggendole in olio extravergine d’oliva e condendole con aceto e menta.

Melanzane a funghetto

Le melanzane a funghetto sono un contorto a base di melanzane fritte e pomodori ramati, ottime anche per condire la pasta.

Sfogliatella frolla e riccia

Le sfogliatelle ricce e quelle frolle sono uno dei dolci tipici più amati della pasticceria napoletana. Tra i prodotti tipici da mangiare a Napoli meritano sicuramente una menzione particolare.

Babà

Forse il dolce napoletano per eccellenza, preparato con pasta lievitata con lievito di birra e caratterizzato dal sapore al rum.

Cornetto

Fatto di pasta brioche, che lo rende soffice e profumato. Un must della colazione napoletana insieme alla cosiddetta brioche col tuppo.

Pastiera

Dolce tipico della Pasqua a Napoli, fatto con pasta frolla, ricotta e grano.

La cucina napoletana è veramente molto varia e ci sarebbero tanti altri piatti tipici di cui scrivere.

Questi però sono quelli che secondo noi non possono mancare per un primo approccio con la gastronomia di Napoli.

E se dopo questa lettura vi è venuta fame, non vi resta che venire a provare di persona questi piatti tipici della tradizione napoletana!

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