Vico Giganti, tra storia e leggenda

La nostra casa Interno16HolidayHome si trova in Vico Giganti, una delle strade più antiche della città.

Stenopos della città greca di fine del VI secolo a.C. con orientamento nord-sud e su cui affacciavano diverse botteghe anche in epoca romana, alcune identificate con termopolia e caupone, per lo più caratterizzate da due ambienti comunicanti con ingresso e finestra a bocca di lupo per aria e luce con alcune che si possono ancora individuare passeggiando per il vicolo dopo 2000 anni. L’insula inclusa tra Vico Giganti e Vico Cinquesanti comprendeva anche l’aerarium, il luogo dove si amministravano i beni dello Stato e della città e si conservavano i soldi con cui i cittadini pagavano le tasse.

E’ noto agli storici per due ragioni. La prima, per aver dato alloggio dal 21 gennaio 1552 ai primi Gesuiti venuti a fondare a Napoli, ad appena 11 anni dalla nascita della loro Compagnia, un collegio. L’altra ragione è legata al filosofo Giambattista Vico che qui ha vissuto e studiato dal 1669.

Incerta invece è l’origine del nome Giganti che la strada conserva da più di 500 anni. Alcuni affermano che qui ci fossero delle statue di grosse proporzioni probabilmente vestigia dell’antico foro romano individuabile oggi nella vicinissima Piazza San Gaetano. Altri invece ritengono che il toponimo Giganti fosse in riferimento appunto ai Gesuiti.

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La Bella ‘Mbriana: lo spirito buono della casa napoletana

La bella ‘mbriana, per il popolo napoletano rappresenta lo spirito della casa, buon angelo del focolare e portatrice di fortunati eventi.
La derivazione etimologica proviene dal latino meridiana e quindi allude ad uno spirito che compare nelle ore più luminose del giorno o che si intravede alla controra, ossia nel primo pomeriggio.

In alternativa da meridiana potrebbe derivare il termine mariana che indica l’ombra quasi a rappresentare un’ombra sotto cui ripararsi o altresì il significato etereo dell’essere. A testimonianza dell’affetto dei napoletani verso questa figura, è molto comune a Napoli il cognome Imbriani derivante, appunto, da ‘Mbriana.

La bella ‘mbriana è una creatura misteriosa, una presenza gentile e benevola, che gli anziani credono dimori in maniera fissa in un’abitazione, posta da lei sotto la sua protezione.
E’ difficile descrivere il suo aspetto poiché ella appare solo per un qualche istante magari accanto ad una tenda mossa dal vento o nel riflesso di una finestra, o in un angolo buio della casa e si tratta sempre di apparizioni troppo fugaci perché si possa affermare di averla vista.
Invisibile, impalpabile ma presente, lei c’è e sarebbe secondo la tradizione di aspetto piacente, ben vestita, al punto che molti la descrivono come una donna molto bella, una giovane donna dal viso dolce e sereno, una figura chiara e solare ed è paragonata alle fate dei bambini.

La leggenda narra che quando uno sguardo umano la sfiori si tramuterebbe in farfalla o in un geco, l’animaletto simile ad una lucertola che, nelle sere d’estate, dà la caccia agli insetti vicino alle lampade; per il suo legame con questa fata capricciosa, i napoletani considerano il geco un portafortuna e si guardano bene dal cacciarlo via o dal disturbarlo.

La bella ‘mbriana regna, controlla e consiglia gli abitanti della casa e pare gradisca molto l’ordine e la pulizia e per questo una casa trascurata la renderebbe irascibile. Nel passato quando si decideva per un trasloco, si cercava di parlarne fuori casa, in modo da non farle sapere nulla, per non attirarsi le sue ire. 
Viene invocata in tutte le situazioni difficili che compromettono la serenità familiare. In genere si tratta di uno spirito buono, ma attenzione a non offendere mai la bella ‘mbriana perché potrebbe addirittura provocare la morte di uno dei familiari.

Un tempo, si metteva a tavola un posto in più e comunque in casa doveva esserci una sedia in più per lei per ospitarla e farla riposare in qualsiasi momento. Se tutte le sedie fossero occupate la bella ‘mbriana potrebbe andare via con tutte le sciagure derivanti dalla mancata ospitalità.
Se si ristruttura l’appartamento si può offendere e si può essere colpiti per ripicca dalla morte di un caro. Un proverbio, al proposito, recita: “Casa accunciata morte apparecchiata”(casa ristrutturata morte preparats).

Ancora oggi le persone più anziane, quelle del popolo, in segno di rispetto, ogni qualvolta entrano o escono dalla propria casa le rivolgono un saluto, un ossequio, talvolta dicendo ad alta voce: “Buonasera, bella ‘mbriana mia”.

La bella ‘mbriana, quale elemento tipico della cultura napoletana, è citata in ambito letterario e musicale. Tra le citazioni letterarie si annoverano quelle di Giambattista Basile, letterato napoletano dell’epoca barocca, di Giuseppe Pitrè, nella sua opera Curiosità popolari tradizionali del 1890, e di Carlo Tito Dalbono, Giovanni Emanuele Bidera, Gaetano Amalfi e Matilde Serao.

Inoltre, il cantautore Pino Daniele le ha dedicato un album, Bella ‘mbriana, e una canzone.

Visitare gli scavi archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia e i Campi Flegrei

Circa duemila anni fa un’eruzione del vulcano di Napoli mise fine a quattro città romane, tra cui la famosissima Pompei. L’intensa emozione che si prova a visitare la zona è fatta di rispetto verso la forza immane della natura, ma anche di intima confidenza con la civiltà di allora.

Anche se Napoli è una città vulcanica – non soltanto in termini geologici, ma anche di carattere – visitando il suo vulcano non dovete mai preoccuparvi troppo. Se il Vesuvio dovesse cominciare a eruttare – come ha fatto molte volte da quell’anno 79 in cui distrusse e seppellì le città romane di PompeiErcolano e Stabia – vi potreste mettere al sicuro in tempo, perché questo è forse il vulcano tenuto sotto più stretto controllo al mondo. Ci sono piani di avvertimento, e di eventuale evacuazione delle popolazioni residenti. Vi rimane il senso del brivido di camminare sulla groppa di una specie di gigantesco animale vivo, oggi dormiente ma vivo, in una qualità di rapporto con l’onnipotenza della natura, molto più grande di noi, che non è facile descrivere a parole.

Il Vesuvio

Scalare il Vesuvio non è una vera avventura. Anzi, non è nemmeno una vera scalata, perché vi potete avvicinare in autobus – anche in una mezz’ora dagli scavi di Pompei o Ercolano, se è dalle città romane che parte la vostra visita della zona – e semplicemente camminare in salita fino alla vetta. Lo spettacolo del cratere, enorme e un po’ minaccioso anche ora che è quieto, sarà già di per sé una buona ragione per avervi convinto, ma la vera meraviglia è un’altra: la vista panoramica del Golfo di Napoli e della città sul mare. È come dominare il golfo da un aereo a bassa quota o da un elicottero. Impagabile.

Una passeggiata – vista golfo – sulla cima del vulcano, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio.

Vi trovate nel Parco Nazionale del Vesuvio, costituito una ventina d’anni fa: dovete mettere in conto il costo di un biglietto d’ingresso, ma in compenso avete la sicurezza di trovarvi in un paesaggio assistito. È segnalato chiarissimo dove è meglio che non vi avventuriate, e il sentiero principale che porta al cratere (di sentieri nel Parco ce ne sono altri, non tutti così facili da percorrere) è comodo e ben delimitato.

A proposito di natura, riconoscete le ginestre che contrastano con il paesaggio aspro e gli danni segni di vita? Il loro periodo di fioritura – improvvise macchie di un particolare giallo, nette sul terreno arido – è la primavera-estate.

Veduta di antichità romane agli scavi di Pompei. Sullo sfondo: il Vesuvio.

Gli scavi di Pompei

Pompei – o, se volessimo usare il nome latino antico, Pompeii – è oggi una zona di scavi aperti al pubblico fra le più vaste al mondo, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità. Quanto a importanza, poi, è assolutamente unica nell’avere conservato un’intera città romana nella sua vita di tutti i giorni, interrotta d’improvviso e rimasta come imbalsamata in un gigantesco plastico su scala urbana.
Se volete essere metodici nella vostra visita a Pompei, potete cominciare la visita dal museo, subito commuovendovi a vedere le figure umane degli abitanti sorpresi dall’eruzione. Sembrano persone vere, ma sono semplicemente i calchi – ricavati dagli archeologi versando gesso in certe cavità dove si intuiva la presenza di ossa umane – di persone rimaste intrappolate dalla pioggia di cenere eruttata dal Vesuvio. Nei secoli lo strato di cenere si è solidificato, i corpi si sono dissolti, e la cavità delle loro forme è rimasta. Pare di poter dialogare con persone di duemila anni fa, e non è un modo di dire.

Calchi di un gruppo di vittime pompeiane dell’eruzione del 79 d.C.

Invece che su quello della solidarietà umana, siete impressionati sul lato storico-artistico quando visitate le abitazioni dei pompeiani antichi, come la Casa del Fauno, quella dei Vettii o quella degli Amorini Dorati, che prendono nome dal soggetto dominante dei loro straordinari affreschi o da quello dei proprietari. Prima ancora di arrivare alle abitazioni, è probabile passeggiate per gli spazi pubblici della città antica: la Basilica dove si rendeva giustizia, il Foro dove ci si ritrovava, i templi dove si veneravano gli dei e perfino il Lupanare – che in italiano corrente chiameremmo il bordello – con le sue pitture vietate ai minori. Ciò che comunque dappertutto impressiona sono le tre dimensioni: scordatevi degli scavi archeologici che trovate altrove in tutta Europa, con i loro resti di muretti ricostruiti, alti al massimo un metro. A Pompei le case sono ancora alte esattamente come nell’anno 79. Unico è dire poco.​

1: Interni di una domus romana conservata a Pompei, con ricchi mosaici sul pavimento
2: Parete affrescata all’interno di una domus di Pompei

Nella quiete maestosa dell’anfiteatro – con l’erba a prato che ora colonizza le gradinate, da dove gli antichi pompeiani assistevano a lotte armate fra gladiatori – vi potrebbe venire in mente il concerto Live at Pompeii dei Pink Floyd. Non è possibile vi ricordiate di esserci stati di persona, però, perché quello spettacolo non aveva pubblico… È stato soltanto una registrazione privata. Il leader del gruppo, David Gilmour, è tornato qui qualche anno fa per tenere invece un concerto vero, unico spettacolo nell’anfiteatro di Pompei negli ultimi diciannove secoli. Più delle memorie rock, in ogni caso, è significativo il dato storico che questo di Pompei sembra essere stato il più antico anfiteatro stabile mai costruito in età romana, tanto importante e ricca la città doveva essere.

Veduta dall’alto degli scavi archeologici di Ercolano.

Gli scavi di Ercolano

Sempre sotto il Vesuvio, ma una ventina di chilometri più a ovest e molto più vicina a Napoli, trovate gli scavi della romana Herculaneum, meno estesi ma altrettanto impressionanti, e come integrati nell’abitato della Ercolano odierna. Ci sarebbe ancora moltissimo da scavare attorno, se nella zona di interesse archeologico non ci fossero, ovviamente in perfetta legittimità, anche le case degli abitanti di oggi. Qui la qualità della percezione tridimensionale è perfino più clamorosa che a Pompei: sui lastricati stradali si cammina come in qualsiasi altra strada non archeologica, le abitazioni di duemila anni fa – particolarmente notevoli le Case dell’Albergo, dell’Atrio a Mosaico e dei Cervi – sembrano costruite ieri, e sculture e affreschi vi vengono incontro del tutto naturalmente, in forme e colori vividi. Datevi un pizzicotto per svegliarvi: non state sognando, e non è una ricostruzione alla Disneyland. È tutto vero.

Figure affrescate provenienti dagli scavi dell’antica Stabia

Gli scavi di Stabia

Potete visitare anche quanto rimane di Stabiæ, che è viceversa più a sud di Pompei e che ha avuto una storia differente. L’abitato è stato ripopolato non molto dopo l’eruzione dell’anno 79, e oggi la zona degli scavi si trova isolata in mezzo al moderno abitato di Castellamare di Stabia. Sono tornate alla luce cinque residenze dell’antica città romana: Villa Arianna e Villa San MarcoVilla Petraro e Villa Carmiano, reinterrate, e il cosiddetto “Secondo complesso”. Villa San Marco fu costruita nella prima epoca imperiale e rimaneggiata in età claudia: l’accesso, oggi dalla zona delle terme, conduce ai tre ambienti del “calidarium”, “tepidarium” e “frigidarium”, da cui si passa al giardino porticato con piscina. Qui è come se mancasse il contesto, ma le abitazioni, le sofisticate murature, le pavimentazioni a mosaico e soprattutto gli affreschi antichi romani sono della stessa qualità di quelli di Pompei e di Ercolano. Se avete il gusto del dettaglio invece che quello dell’insieme, anche Stabia è da non perdere.

I Campi Flegrei

Il gigantesco cono del Vesuvio domina tutta la zona di Napoli, ma non è certamente l’unica presenza vulcanica attorno alla città. Con i trasporti pubblici potete raggiungere da Napoli i Campi Flegrei, una zona subito a ovest del capoluogo verso Pozzuoli e le isole di Procida e Ischia, dove le attività vulcaniche vi appaiono minori per dimensioni, eppure altrettanto evidenti e perfino più spettacolari.

Il Vesuvio non ha più – come aveva fino all’eruzione del 1944 – un pennacchio di fumo continuo ben visibile in uscita verso il cielo. Qui, invece, dal cratere della Solfatara escono ancora oggi praticamente continue fumarole di anidride solforosa e getti di fango bollente. Detto fra parentesi, è qui che sono state girate le inquadrature vulcaniche del video di Live at Pompeii

Vista delle fumarole della Solfatara di Pozzuoli.

Le fumarole non sono geyser, come vi verrebbe fatto di pensare, ma ci vanno molto vicino. Rispettate le indicazioni e non entrate nelle zone recintate: i fumi di zolfo, anche se non sono affatto velenosi, possono dare stordimento ad avvicinarsi troppo. La Solfatara è infatti in stato quiescente ma ancora piuttosto attiva, e non è che uno dei quaranta vulcani e vulcanetti che costituiscono i Campi Flegrei.
Nel grande cratere spento degli Astroni, che è ora oasi naturalistica gestita dal World Wildlife Fund, potete fare visite guidate o tranquille passeggiate nel verde attorno a piccoli laghi, anziché tra fumi sulfurei, e in zona ci sono naturalmente anche sorgenti di acqua termale come quelle di Agnano. Le famose terme nell’isola di Ischia appartengono anche loro al sistema vulcanico dei Campi Flegrei.
Il movimento del terreno sotto di voi è troppo lento perché un essere umano possa rendersene conto, ma le misurazioni testimoniamo di un continuo impercettibile alzarsi e abbassarsi dei Campi Flegrei rispetto al livello del mare. La parola scientifica per questo fenomeno è bradisismo, e anche questo è un fenomeno vulcanico. Il tempio di Serapide a Pozzuoli, che ha più o meno duemila anni e che è evidentemente più in basso della città attorno, ne è un esempio storico evidente.

Gli scavi di Baia

A confermare le vite parallele fra attività vulcaniche e civiltà antiche, fanno parte dei Campi Flegrei i resti archeologici della romana Baiæ, a sud di Pozzuoli. Trovate i cosiddetti templi di Diana e di Venere nel villaggio di oggi, accanto al piccolo porto sul Golfo di Napoli, e non vi stupisce troppo scoprire che si trattava in realtà di edifici termali, così importanti che soltanto la cupola del Pantheon di Roma era più grande di queste.
Nemmeno vi stupisce – visto che siamo in zona di bradisismi – venire a sapere che la Baia antica è oggi sommersa, protetta come parco marino a una profondità di cinque-sette metri. La potete toccare con mano soltanto se vi armate di respiratore, e andate a visitare ville e ninfei di venti secoli fa sotto la guida dei sub locali. Un’altra scelta, meno avventurosa, può essere l’escursione su un battello con il fondo trasparente: è come affacciarsi sulla città romana da una finestra attraverso l’acqua.

Stazioni dell’arte della Metropolitana di Napoli.

L’amministrazione comunale ha trasformato le semplici e poco attraenti fermate della Metropolitana di Napoli in luoghi affascinanti dove i cittadini possono incontrare l’arte contemporanea mentre usufruiscono del servizio pubblico. Gli spazi interni della Linea 1 e della Linea 6 accolgono circa 200 opere realizzate da 100 artisti contemporanei, trasformando ogni fermata metropolitana in un percorso espositivo aperto. Un museo distribuito sull’intera area urbana che permette al territorio di acquistare un nuovo valore e fama internazionale.

Nel 2012, la stazione Toledo fu eletta dal quotidiano The Daily Telegraph come “Stazione metro più bella d’Europa”, strappando il primo posto alla fermata Komsomolskaya della metro di Mosca. Riconosciuta anche la bellezza della fermata di Materdei che si posizionò al 13° posto della classifica.

Informazioni sulle visite guidate

Nel mese di luglio è partito “Metro Art Focus Tour“, il nuovo appuntamento per scoprire le stazioni dell’arte della rete metropolitana di Napoli. Le visite si fermano per agosto e nel mese di settembre arriverà una nuova programmazione. Per informazioni su visite e attività didattiche scrivere all’email infoarte@anm.it.

Vademecum comportamentale

Al fine di agevolare lo svolgimento della visita alle “stazioni dell’arte” e la contemporanea necessità di assicurare la regolare circolazione dei treni e dei passeggeri del servizio metropolitano, si devono osservare le seguenti regole:

  • Non è consentito sostare e/o intralciare la circolazione dei passeggeri ostruendo o limitando il passaggio lungo le vie di transito quali, varchi di accesso (tornelli), scale fisse, scale mobili, ascensori, tapis roulant, montascale, percorsi per ipovedenti, etc.
  • Non è consentito sostare e/o intralciare gli accessi a locali tecnici e/o ad attrezzature di emergenza.
  • E’ assolutamente vietato toccare le opere d’arte presenti in stazione
  • E’ assolutamente vietato appoggiarsi alle opere d’arte o appoggiare qualsiasi oggetto (zaini, borse, ombrelli, etc.) che potrebbe arrecare danni, sanzionabili ai sensi delle leggi vigenti in materia.
  • Non è consentito fare e divulgare fotografie e/o riprese audiovisive per usi diversi da fini privati, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore e della privacy.
  • E’ assolutamente vietato, ai fini della sicurezza della circolazione dei treni, usare il flash in caso di fotografie effettuate in banchina.

Si ricorda che l’accesso alle stazioni è consentito solo ai possessori di regolare titolo di viaggio.

Il Sentiero degli Dei: passeggiata sulla Costiera

La Campania offre diversi percorsi per gli amanti della natura e del trekking, cosparsi per tutto lo Regione e ognuno con le sue caratteristiche uniche ma sempre entusiasmanti. Tra i più belli vi è indubbiamente il Sentiero degli Dei. Soltanto leggere questo nome non ti evoca paesaggi mozzafiato e magici percorsi immersi in un territorio da favola? Il Sentiero degli Dei è esattamente così e ti permetterà di vivere la Costiera Amalfitana da un’angolazione originale e diversa, per un’esperienza di cammino rilassante e divertente.

Cos’è il Sentiero degli Dei?

Quello che ti proponiamo è un antichissimo e storico percorso che collega Agerola, un piccolo centro posizionato sui pendii che circondano la Costiera Amalfitana, a una frazione della bellissima Positano, Nocelle. Naturalmente il Sentiero degli Dei può essere vissuto in entrambi i sensi, ma se vuoi vivere in tranquillità quest’esperienza alla scoperta di natura e storia, ti consigliamo di compierlo in questa direzione, dall’alto verso il basso.

Il Sentiero degli Dei ha attraversato i secoli, dai fasti dell’Antica Grecia fino ad arrivare ai giorni nostri, ancora intatto, superando le intemperie atmosferiche e anche le mani dell’uomo, che non hanno osato modificare la sua bellezza. Il suo nome deriva da un’antica leggenda secondo cui le antiche divinità greche lo percorsero per andare in soccorso di Ulisse, caduto preda del canto delle sirene. La storia di questa strada naturale, però, parte da tempi ancora più antichi se si considera il gran numero di fossili marini che è possibile trovare e l’atmosfera ancestrale delle suggestive grotte presenti.

Anche Italo Calvino fu rapito dal Sentiero, tanto da elogiarne la bellezza in uno dei suoi componimenti: “Quella strada sospesa sul magico golfo delle “Sirene” solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”. Sono proprio queste parole, impresse su una targa in ceramica, che ti daranno il benvenuto e ti augureranno buon cammino quando partirai alla scoperta del Sentiero degli Dei.

I paesaggi del Percorso degli Dei lungo la Costiera Amalfitana

Se deciderai di lanciarti in questa affascinante avventura, per rimanere sulla retta via basterà seguire le indicazioni disseminate per il percorso. Il Sentiero degli Dei, infatti, è indicato da alcuni segnali in rosso e bianco con impresso il numero 02. Detto questo, basta avere la voglia di scoprire e una macchina fotografica per immortalarne le bellezze.

Il primo tratto che parte da Agerola è composto da una deliziosa discesa che conduce a una fontana, per una prima sosta rinfrescante. Qui avrai l’occasione di vedere anche una via alternativa che porta al sentiero. Sulla sinistra, infatti, si allunga una mulattiera che porta direttamente a Praiano, un punto di partenza differente ma con un percorso più difficile, adatto a camminatori esperti. Se te la senti di affrontare la lunga scalinata che compone questa via, sarai ricompensato dalla bellezza del Convento di San Domenico.

Sulla destra della fontana, invece, prosegue il Percorso degli Dei che assume caratteristiche differenti rispetto a quelle viste fino a questo punto. Se infatti nel primo tratto, semplice e riposante, hai incontrato pascoli con arbusti ed erba, puntellato da capre e pecore, ora diventa un po’ più tortuoso mentre ti addentri nella tipica macchia mediterranea.

Qui la natura, però, non offre solo difficoltà. Anche se il percorso sarà leggermente più impegnativo, potrai godere di una vista unica lungo il Vallone Grarelle, con un panorama vertiginoso. Dopo quest’ultimo brivido, giungerai a Nocelle, sul Monte Pertuso. Qui c’è a disposizione sia un autobus che una lunga scalinata di 1.500 scalini per arrivare ad Arienzo, dove a meno di un chilometro troverai la bellissima Positano. Se però hai ancora voglia di camminare verso una spiaggia incantevole, puoi affrontare qualche altro centinaio di scalini per scendere alla spiaggia di Arienzo, un’altra bellezza naturale.

Come arrivare al Sentiero degli Dei

Come abbiamo detto, ti consigliamo di partire da Agerola, ben collegata con Amalfi. Ci sono infatti diversi autobus che fermano a Bomerano, frazione della città ed effettivo punto di partenza. Dalla fermata ci sono molte indicazioni che ti porteranno al Sentiero. Sia che tu parta da Positano che da Sorrento, per arrivare dovrai prendere un autobus che ti porti fino ad Amalfi e poi cambiare.

Una volta arrivati a Positano, se hai necessità di tornare al punto di partenza, puoi prendere nuovamente l’autobus oppure, per un ritorno differente e rilassante, salire su uno dei molti traghetti. Dopo questa lunga e bellissima camminata, cosa c’è di meglio che farsi cullare dal moto e dal rumore del mare?

Se però hai deciso di intraprendere questo percorso con familiari e amici, all’interno di un gruppo, l’idea migliore può essere quella di affittare un trasporto privato. In questo modo, oltre a poter scegliere un servizio di solo andata piuttosto che andata e ritorno, vivrai lo spostamento con più relax.

Il Sentiero degli Dei è indubbiamente un’esperienza imperdibile.

Sul fiordo di Furore, la zip line con vista sulla Costiera Amalfitana

Lanciarsi nel vuoto, ben imbracati, per un volo d’angelo dalla montagna al mare.

Una emozionante zip line, che conduce dalla verdeggiante montagna al blu profondo del mare, in un viaggio tra brivido e meraviglia.

Un rapido ma emozionante viaggio, non via mare, come di consueto, bensì librandosi in aria. Un’avventura da brividi, di certo non per cuori pavidi, che consente di lanciarsi a volo d’angelo sulla spettacolare gola del Fiordo.

A patto di trovare il necessario coraggio, ci si ritroverà a volare dalle alture verdeggianti fino al mare della Costiera Amalfitana. Il tutto si svolge in totale sicurezza, anche se questa consapevolezza non porta di certo minori brividi lungo la schiena. Chiunque volesse provare avrà attorno al corpo un’apposita imbracatura, attaccata al lungo cavo in acciaio che mette in collegamento i due promontori.

La partenza è prevista presso Schiato, a Furore. In questa zona è possibile prendersi il proprio tempo prima di lanciarsi, andando alla scoperta della natura circostante, così come rilassandosi nell’area relax allestita a Punta Tavola, a Conca dei Marini.

Ci si ritrova a circa 100 metri d’altezza, lì dove il brivido incontra lo stupore, ammirando il verde intorno che si contrappone al blu profondo delle acque in lontananza. Un servizio che prevede anche una navetta, così da consentire a tutti di raggiungere l’area di lancio il più comodamente possibile. I più coraggiosi potranno inoltre lanciarsi nel vuoto anche di sera, per aggiungere suggestione a questo gesto da veri temerari.

25esima edizione del Maggio dei Monumenti

“Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi”

Dal 25 aprile al 2 giugno 2019

In occasione del 220esimo anniversario dei moti rivoluzionari del 1799 di cui Gaetano Filangieri, il suo pensiero e la sua opera furono ispirazione e premessa fondamentale, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli dedica la 25esima edizione del Maggio dei Monumenti al tema “Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi”.
Gaetano Filangieri (1753 – 1788) fu uno dei massimi giuristi e pensatori dell’Illuminismo. Con la sua opera principale, La Scienza della Legislazione, auspicò, attraverso una riforma generale della legislazione, la realizzazione dello sviluppo socio-economico degli Stati, della pace e della ”pubblica felicità”, innnovando in senso moderno la filosofia del diritto.
Il programma del Maggio è frutto di un lavoro interistituzionale con i più importanti enti culturali della città: l’Università degli studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Institut Français di Napoli, la Biblioteca Nazionale di Napoli, il Teatro di San Carlo, l’Istituto Italiano per gli Studi Storici “Benedetto Croce”, la Società Napoletana di Storia Patria, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, il Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli, il Museo Civico Filangieri di Napoli, Palazzo Zevallos di Stigliano, il Certame Vichiano tra gli altri.

Il programma si articolerà in una serie di iniziative: reading, concerti, spettacoli teatrali e di guarattelle, conferenze, mostre, convegni e visite guidate.
Dal 17 al 19 maggio avrà luogo la terza edizione della manifestazione PORTO APERTO, una collaborazione tra le Autorità portuali di Castellammare di Stabia, Salerno e Napoli. La giornata di chiusura sarà incentrata sul Porto di Napoli, con visite guidate via mare e in bus nel corso della mattina ed eventi musicali di grande rilievo nella serata a partire dalle ore 19.30 Darsena Acton – Live Music, The Caponi Brothers, Sossio Banda, Marina Bruno e Di Capua tra i nomi d’eccezione.

Per celebrare il XXV anniversario della manifestazione l’immagine guida della campagna grafica è stata realizzata dall’artista di fama internazionale Ernest Pignon-Ernest, presente in città con una mostra dal titolo Extases, nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco.
L’artista ha poi generosamente lavorato al progetto grafico della manifestazione con gli allievi del primo biennio del corso di Design per la Comunicazione pubblica dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli guidato dalla professoressa Enrica D’Aguanno.

Ernest Pignon-Ernest è inoltre l’ideatore e il testimonial della prima campagna antimbrattamento promossa dal tavolo interassessorile per la creatività urbana del Comune di Napoli a tutela del patrimonio storico artistico cittadino. La campagna promuove il messaggio “Un muro imbrattato è un volto ferito” ed è un appassionato omaggio dell’artista francese alla città che tanto lo ha ispirato nel corso della sua produzione artistica.

Il diritto alla felicità deve essere soprattutto dei bambini.
Prologo di questo Maggio sarà il concerto l’Orchestra Scarlatti Junior (112 elementi tra gli 11 e i 20 anni di età,) all’Auditorium D. Scarlatti della RAI di Napoli questa sera mercoledì 24 aprile. Un evento sinfonico ricco di emozioni, energia e giovialità con musiche di G. Bizet, J. Sibelius, V. Monti, R. Schumann, E. Morricone, A. Piazzolla, B. Persico diretto dai Maestri Gaetano Russo e Bruno Persico a cura della Nuova Orchestra Scarlatti.

Domenica 28 aprile sarà aperta invece ad opera del maestro guarattellaro Bruno Leone la prima ‘Casa delle Guarattelle Nunzio Zampella‘ in vico Pazzariello 15 con una programmazione di spettacoli di guarattelle per tutto il mese di maggio con la presenza di grandi ospiti come Tonino Taiuti, Mimmo Cuticchio, Ibrahim Drabo o il maestro Romeo Barbaro.

Ancora musica con i giovani de LA DIGESTION – musica ascoltata raramente al Maschio Angioino con un festival su musica e medicina dal titolo Musica Sanae.

Quest’anno la Liberazione coincide con l’apertura del Maggio dei Monumenti. Il 25 aprile.
La Napoli antifascista_”Il diritto di parlare e il dovere di rispondere.”
In migliaia di copie sarà stampato e distribuito negli spazi della cultura del Comune e nelle librerie il Manifesto degli Intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce e pubblicato il 1° maggio 1925. “(Con quel Manifesto )…Stava insomma, nascendo un nuovo Benedetto Croce, persino un nuovo filosofo che, per molti aspetti importanti, correggeva il vecchio”. Norberto Bobbio (Profilo ideologico del Novecento). Alle 10.00 dall’Assessore Daniele e da rappresentanti dell’Anpi e dell’Istituto Campano della Storia della Resistenza saranno deposti fasci di fiori presso le lapidi in onore di Giovanni Amendola, Matilde Serao e Roberto Bracco firmatari del Manifesto Antifascista e all’Istituto Croce. Dalle 10.15 il sindaco di Napoli Luigi de Magistris interverrà alla cerimonia di deposizione di corone, in onore dei Caduti al Mausoleo di Posillipo, poi al Monumento Salvo D’Acquisto. Dopo le celebrazioni istituzionali dalle 11.30, nella sala dei Baroni al Maschio Angioino, una staffetta di artisti, intellettuali e personalità del mondo della cultura racconterà il ‘proprio senso’ del 25 aprile con interventi musicali del duo Ebbanesis, Roberto Colella (La Maschera) e di Dario Sansone (Foja). Quest’anno i festeggiamenti del 25 aprile proseguiranno grazie all’attività del tavolo interistituzionale che si occupa delle celebrazioni promuovendo una serie di incontri con personalità cittadine che hanno giurato sulla Costituzione e che racconteranno il significato di questo giuramento, tra questi sono stati invitati ex Presidenti Emeriti e componenti della Corte Costituzionale, Magistrati, Alti Funzionari dello Stato ecc.

Tornando al tema specifico del Maggio si segnalano:
la mostra bibliografica e iconografica “Il diritto alla felicità. La stagione delle riforme” nel Regno di Napoli che inaugura il 1° maggio alla Biblioteca Nazionale; quella didattica e documentaria “Gaetano Filangieri. Lo Stato secondo ragione” nel Maschio Angioino a cura dell’Istituto italiano per gli studi filosofici che promuove tra l’altro anche lezioni e visite guidate sul tema nella sede dell’istituto in Palazzo Serra di Cassano; i percorsi tematici in Palazzo Zevallos Stigliano “Felicità ambita. Immagini pubbliche e private del Settecento napoletano” in collaborazione con l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”; il ciclo di lezioni su Gaetano Filangieri condotte dal prof. Gerardo Ruggiero a cura della Società Napoletana di Storia Patria; la minirassegna teatrale “I Colori della Felicità” con spettacoli tratti da classici della letteratura nel Chiostro del Convento di San Domenico Maggiore a cura dell’Associazione Culturale Il Pozzo e il Pendolo; i concerti di musica del Settecento “XXI Festival Pianistico; Il ‘700: il classicismo, la nascita delle forme e i suoi sviluppi” a cura dell’associazione Napolinova; la lettura teatralizzata “Voglio essere felice” a cura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; le lezioni nelle scuole “Felicità pubblica, felicità privata: un dibattito settecentesco” a cura dell’Istituto italiano per gli studi storici; il convegno all’Institut français Napoli “Alla ricerca della felicità”; gli incontri tra parole, musica e immagini “La felicità a Napoli: Goethe incontra Filangieri” con letture di Enzo Salomone a cura del Certamen Vichiano che si svolgeranno tra il Maschio Angioino e la Sala Ichos San Giovanni a Teduccio; lo spettacolo teatrale “Eleonora Pimentel Fonseca, con civica espansione di cuore” nell’ambito della rassegna Montedidio Racconta, scritto e diretto da Riccardo De Luca, con Annalisa Renzulli; gli appuntamenti al Museo di Capodimonte sull’”Itinerario alla scoperta della Felicità”; il convegno al Museo Filangieri dal titolo “Napoli capitale della cultura europea: la modernità del pensiero” su Filangieri e Della Porta a cura dell’Accademia Filangieri-Della Porta; i concerti del Concerto del Coro Universitario “Joseph Grima” “La ricerca della felicità è anche nella musica che parte da Napoli”.

Maggio è ormai un mese in cui l’offerta culturale e turistica raggiunge uno dei suoi punti più alti; ed è a maggio che si svolgono numerosi eventi molto importanti per la città, i cittadini e i turisti.
Per la prima volta approda a Napoli, nel weekend del 18 e 19 maggio, “OnDance – Accendiamo la Danza”, la grande festa della danza voluta e organizzata dalla star internazionale del balletto Roberto Bolle. Una due giorni di eventi gratuiti pensati e voluti per il capoluogo campano che sempre tanto affetto ha dimostrato all’Étoile. Open class, serate di danze sotto le stelle, incontri e show con ospiti di caratura internazionale per un appuntamento imperdibile per gli appassionati della danza, ma anche per curiosi e neofiti.
L’11 maggio al Maschio Angioino ci sarà il concerto “Suspiro” del trio Suonno D’Ajere, ensemble che nel nome, evoca il singolo omonimo realizzato da Pino Daniele nel disco d’esordio Terra mia (1977), composto da Irene Scarpato (canto), Marcello Smigliante Gentile (mandolino.mandola.mandoloncello) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica). Sarà reinterpretata la canzone napoletana, quale ideale punto di connessione tra il classicismo mediterraneo e la ostinata ricerca di essere contemporanei, proponendo brani meno diffusi, se non inesplorati, con la volontà irremovibile di restituire dignità e spessore a questa tradizione, slegandola dall’immagine di vetrina e cercandone l’intimità e l’essenza contemporanea.
Dopo la musica il teatro d’eccellenza nel succorpo vanvitelliano della Real Casa Santa dell’Annunziata con la rassegna “Tutto il mondo è palcoscenico” dedicata all’arte e alla figura di William Shakespeare, per la direzione artistica di Gianmarco Cesario. Roberto Azzurro sarà di scena al Succorpo dell’Annunziata l’11 maggio con Scarrafunera e il 3 maggio aprirà, con La ballata del carcere di Reading, la tre giorni di teatro e musica a cura dell’Associazione Wunderkammer al Cimitero delle Fontanelle.

Nel Maggio trovano spazio ormai come da tradizione le bande dei corpi militari. Il 3 maggio all’Auditorium RAI si terrà lo “Spring concert”,a cura della Banda delle Forze Navali USA in Europa in collaborazione con il coro That’s Napoli Live Show; mentre il 6 nella Sala Scarlatti del Conservatorio di San Pietro a Majella ci sarà il concerto della Banda Musicale dell’Esercito.

Cuore della manifestazione primaverile, anche quest’anno, sono le numerose visite guidate che attraverseranno la città in lungo e largo alla scoperta e riscoperta della sua bellezza e dei suoi tesori. Un focus particolare sarà dedicato alla felicità, a Gaetano Filangieri, alla sua opera, ai suoi luoghi, alla sua storia e al Settecento. Sempre presente anche il programma di visite guidate condotte dalle scuole cittadine coordinate dalla storica Fondazione Napoli 99.

La città offre inoltre, in questo momento storico, le più belle mostre di sempre: al Pan gli ultimi giorni di “Escher”, “Muhammad Ali”, “L’Ironia del Sindaco artista. Disegni di Maurizio Valenzi” e la retrospettiva di Elio Washimps; nel Convento di San Domenico Maggiore “Transvantgarbage. Terre dei Fuochi e di Nessuno” mostra fotografica di Marisa Laurito; al Museo di Capodimonte “Caravaggio. Napoli”; al MANN “Canova e l’antico”; nella Basilica della Pietrasanta “Chagall. Sogno d’amore”; nella Cappella Palatina a Maschio Angioino “Crisi e Rinascita” di Marco Campanella; nella chiesa del Purgatorio ad Arco “Extases” di Ernest Pignon-Ernest; al Museo Filangieri “Un secolo di furore – I caravaggisti del Filangieri” tra le altre…

Ancora numerosi sono gli appuntamenti che la città e i suoi operatori culturali, a cui va il nostro ringraziamento, offrono per questo mese di arte e cultura. Solo per citarne alcuni ricordiamo il Maggio musicale, concerti di musica classica per la direzione artistica di Michele Campanella in Villa Pignatelli, THAT’S NAPOLI LIVE SHOW, il programma di concerti del Coro della città di Napoli, tutte le domeniche nella Chiesa di San Potito.

Il programma completo e aggiornato delle iniziative è disponibile on line sul sito del Comune www.comune.napoli.it.


Programmi

1. Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi (agg. al 26/04/2019) 

2. Visite guidate (agg. al 26/04/2019)

3. Maggio 2019 – Il Maggio luoghi della cultura  

4. Mostre d’arte 


Ernest Pignon-Ernest. Manifesto d’artista maggio dei monumenti 2019 (65.51 KB)

Dal centro di Napoli alla Reggia di Caserta vivendo l’esperienza di un viaggio su un treno d’epoca

Dal centro di Napoli alla Reggia di Caserta vivendo l’esperienza di un viaggio su  un treno d’epoca con carrozze “Centoporte” e “Corbellini”, carrozze degli anni ’30 e ’50. Partenza da Napoli Centrale e arrivo alla stazione di Caserta, proprio di fronte al viale di ingresso del monumento.

Calendario 2019

13 gennaio
10 febbraio
10 marzo
14 aprile
12 maggio
9 giugno
14 luglio
11 agosto
8 settembre
13 ottobre
10 novembre
8 dicembre

Tariffe e biglietti
Il titolo ti viaggio del “Reggia Express” prevede la corsa di andata e ritorno in treno storico:
Adulto, andata e ritorno € 8,00
Ragazzo, andata e ritorno € 4,00
La tariffa ragazzo è destinata ai viaggiatori tra 4 e 12 anni non compiuti. E’ prevista la gratuità per la fascia di età tra 0 e 4 anni non compiuti, accompagnati da almeno un adulto pagante e senza garanzia di posto a sedere. Per i viaggiatori che effettuano la sola corsa di andata o ritorno si applica lo sconto del 50% sulle tariffe indicate. Il titolo di viaggio non include l’ingresso alla Reggia di Caserta. Per conoscere le tariffe e per avere ulteriori informazioni sulle modalità di visita della Reggia di Caserta si può consultare il sito web.

Come acquistare i biglietti
E’ possibile acquistare i biglietti attraverso tutti i canali di vendita Trenitalia: sul sito www.trenitalia.com, presso le biglietterie e le self service in stazione, nelle agenzie di viaggio abilitate. Consulta la locandina con tutti i dettagli.

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